Ferie luglio 2006 - Tour nella regione Abruzzo 

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OGGI - 21 luglio - GITA  NELL'ENTROTERRA CHIETINO



Sono da poco passate le nove e noi partiamo per la  nostra gita conoscitiva dei paesetti nella provincia di Chieti. Prima tappa Roccamontepiano. La visita, come ogni anno è organizzata da Luciano, ormai per noi che ci fidiamo dei suoi gusti è diventata una bella abitudine. Come detto si va a  visitare i luoghi caratteristici dell'entroterra Chietino, partandoci dapprima verso la  Majella per poi ritornare al punto di partenza ripassando dal mare adriatico. Dopo circa una oretta eccoci alla Rocca, paese costituito da numerosi casali sparsi sulle pendici del Monte Piano. L'attuale borgo sorgeva più in alto dell'attuale centro abitato, distrutto da una frana nel 1765. Ben altra atmosfera si respirerà il 15 di agosto in occasione delle celebrazioni festive in onore del santo protettore del borgo, San Rocco, quando torneranno dai paesi più lontani gli emigranti di un tempo, partiti da qui per andare a cercar fortuna all'estero. Allora ci sarà gente, la banda, le bancarelle, fuochi d'artificio, la processione delle conche e canti da non poter camminare tra la gente che ogni anno accorre qui numerosissima a cercare grazie per eventuali guarigioni da malanni vari, bagnando gli arti nell'acqua che sgorga dalla grotta sotterranea del Santo. Anche noi quest'anno, in netto anticipo, siamo scesi dentro la grotta, dove davanti alla statua del Santo, sgorga un'acqua pura e cristallina con la quale io mi sono asperso il collo e le ginocchia, per la mia artrosi e il petto sede dell'ultima operazione subita al cuore. La sosta è brevissima e per i particolari rimando alle pagine scritte negli anni passati sulla festa e per vedere le numerosissime fotografie scattate qui.

 

 

PRETORO

 

Si riparte subito dopo, destinazione Pretoro, un caratteristico borgo, la cui notorietà fuori regione è legata al fiorente artigianato del legno. La cittadina è arrampicata su un colle alle pendici della Majella e conserva ancora i caratteri dell'antico centro di impronta medievale. Vale la pena di fare uno sforzo per arrampicarsi sin quassù, sia adesso che nel periodo delle sagre paesane dove tutto il borgo viene trasformato dai suoi abitanti in un immenso ristorante all'aperto dove è possibile mangiare di tutto. Arrivati quassù si va in visita alla chiesa di San Andrea e si scattano le foto di rito più si ammira un bellissimo paesaggio. Il paese è in silenzio in luglio, poche persone lo abitano, è diventato un borgo di seconde case, dove la vita si ripopola solo in determinati periodi, in agosto per le sagre e in inverno per farne un punto di partenza per recarsi nei luoghi sacri dello sci abruzzese. Da vedere in oltre c'è la Pietà ( secolo XVI )conservata nella chiesa di San Nicola. Nella prima domenica di maggio, mi dice una signora incontrata nelle viuzze strette e scoscese del borgo, si tiene una processione guidata dalla statua di San Domenico Abate, preceduta da una festa dei serpari, analoga a quella di Cocullo, e conclusa con la rappresentazione del miracolo di San Domenico che salva un bambino rapito da un lupo.

 

 

 

 

Riprendendo il nostro girovagare si arriva alla cittadina di Pennapiedimonte, un caratteristico borgo sito nel parco della Majella, posto su un rilievo con panoramico belvedere sulla valle dell'Avello e inserito nella Riserva Naturale Orientata Feudo Ugni. A Pennapiedimonte, all'imbocco dell'impervio vallone delle Tre Grotte, è da vedere nella settecentesca chiesa parrocchiale in pietra locale, la notevole serie di tele di Nicola Ranieri (1749-1850). Noi ci siamo limitati a visitare la chiesa di Santa Maria. La giornata è bella, il sole è alto e noi riprendiamo il nostro itinerario che ci porta nei pressi del famoso "BALZOLO", un monumento di roccia posto in un punto difficilmente accesibile se non con un adeguato paio di scarpe e attraverso uno scosceso sentiero tracciato sulla roccia viva. Mi sono fatto il faticoso tragitto e coadiuvato da mio fratello ho scattato sotto di esso le fotografie di rito. Si narra che la dea Maja, figlia di Atlante, arrivò in questo luogo portandosi in braccio il suo figliolo, ferito a morte, e assistendo alla sua morte in questo luogo anchessa, oppressa dal dolore, ne seguì la stessa sorte. Fu sepolta su questa montagna, che da allora prese il suo nome.  Si narra che nelle giornate ventose attraverso questo simulacro di roccia, il vento ulula un lamento che ricorda le grida di dolore della dea per la morte del figlio.

 

 

CASOLI

 

Qui vicino c'è la cittadina di Casoli, suggestivo borgo che si adagia su un colle in posizione dominante sulla valle dell'Aventino, inserito in un suggestivo scenario naturale. Il nucleo insediativo originario, inerpicato sulla collina e sovrastato dalla mole del catello ducale, presenta la caratteristica configurazione ad avvolgimento, tipica del borgo fortificato e in perfetto adattamento alla morfologia del sito. L'andamento del recinto delle mura è intuibile dalle tracce di torri di cinta e il tessuto urbano è ancora qualificato da manufatti di notevole valore architettonico e storico. Tra tutti emerge il castello, ancora caratterizzato dalla imponente torre. Il complesso fortificato, recentemente oggetto di importanti lavori di restauro, si trova al centro dell'impianto urbano e ne costituisce l'emergenza più significativa caratterizzandone il profilo. Noi non siamo entrati nel castello in quanto l'orario di apertura del medesimo non coincideva con la nostra tabella di marcia. Il nucleo originario di detto castello coincide con l'altro puntone pentagonale attualmente inclusa fra l'abside della chiesa di Santa Maria Maggiore e il castello di cui sorveglia l'ingresso. Noi naturalmente non ci lasciamo sfuggire la visita a questa che è considerata uno dei più bei edifici sacri. La parrocchiale di Santa Maria Maggiore si erge sul portico "Arco del Purgatorio", antico accesso al castello, e sull'omonima cappella destinata a cimitero. Fu edificata nel 1455 dai principi Orsini, ampliata nella seconda metà del '700 e trasformata a tre navate. Nella seconda metà del XIX secolo iniziarono i lavori che le conferiscono l'attuale compagine neoclassica e nel 1868 furono aggiunti il coro, una statua lignea di San Giuseppe e numerosi arredi e argenti di scuola napoletana. Nel campanile e nei muri esterni vi sono incastonati pezzi erratici di pietra scolpita.

 

 

 

@enio

 

 

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