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Roccascalegna (CH) - Visita al Castello - luglio - 2006

 

Il viaggio prosegue verso Roccascalegna. Roccascalegna è un piccolo comune posto tra le verdi colline dell’entroterra chietino a pochi minuti sia dal mare sia dalla montagna una cittadina che sorge a 445 metri sul livello del mare a lato di un colle roccioso che domina la valle del Rio Secco, affluente di destra del fiume Aventino. Il primo documento, oggi conosciuto, che certifica l’esistenza di questo centro con il nome di Rocca Scaragna è il "Catalogus Baronum" del XII secolo; la sua presenza, inoltre, sembra documentata anche nel "Libro del re Ruggero" del geografo arabo Edrisi (XII secolo) con il termine di "ruqqah Gawrali". Il termine Roccascalegna, secondo alcuni studiosi, deriva da un nome personale longobardo "Aschari", da cui Rocca Ascharenea; secondo altri, invece, la seconda parte del termine sembra connessa con il suffisso -ennia, documentato ancora oggi in Scarenno (Novara), Scarenna (Como), che significherebbe "fianco scosceso di una montagna", luogo, appunto, dove è situato il centro abitato; infine, secondo la tradizione popolare, l’origine del nome deriva dal fatto che in passato l’accesso al Castello avveniva tramite l’utilizzo di una scala di legno. Il paese, adagiato sul fianco del Monte San Pancrazio, offre al visitatore un patrimonio architettonico e culturale di pregio, un’atmosfera tranquilla ed una gastronomia curata e genuina a cui fa da cornice un incantevole paesaggio che custodisce ancora la sua originale bellezza ed integrità. Il suo territorio presenta numerose testimonianze storiche: resti di epoca romana sono affiorati in località Colle Cicerone e Santa Giusta; tracce importanti sono state, altresì, lasciate dalla dominazione longobarda in località Monte Cannone ai confini con Torricella Peligna;

 

 Roccascalegna - Centro storico visto dal castello

 

 

i lavori di scavo, presso il sito di Collelongo hanno portato alla luce tracce di insediamento umano sin dall’eneolitico. Il borgo, di origine medievale, fa da contorno ad uno dei monumenti più caratterizzanti questo piccolo centro: il Castello, la cui probabile costruzione risale al periodo dell’invasione normanna (sec.XI-XIII). Suggestivamente arroccato sullo sperone roccioso, perfettamente integrato con la natura impervia circostante, con le sue imponenti torri che dominano non solo il borgo antico, bensì tutta la vallata del Rio Secco, è, indubbiamente, uno dei più spettacolari castelli abruzzesi. Tra gli altri monumenti ricordiamo la chiesa di San Pietro Apostolo (XIII secolo) posta ai piedi del Castello, la chiesa parrocchiale dei veneratissimi Santi Cosma e Damiano (XVI secolo), patroni del paese, e la cappella di San Clerico con l’annesso cimitero ove durante la peste del 1820, secondo la tradizione, venivano pietosamente condotti a morire gli appestati. Per tener fede al motivo della nostra visita ci portiamo alla bigletteria del castello per poterlo visitare. Costo del biglietto 3 Euro (2 Euro un biglietto ridotto ) che da diritto a visitare oltre che il castello anche la mostra allestita, quest'anno, al suo interno dedicata al conte Dracula.
 

 

 

 Roccascalegna - Torretta normanna di avvistamento

 

 

Il Castello medioevale di Roccascalegna (di proprietà del comune di Roccascalegna, in provincia di Chieti),divenuto spazio museale ed espositivo per incontri e manifestazioni culturali anche all’aperto, è tornato alla vita dopo i restauri ultimati nel 1996. Almeno da tre secoli era disabitato e da cinque aveva perso il suo ruolo di fortezza militare. Le origini e lo sviluppo del complesso sono intrecciati con la storia di una terra di frontiera, come appare Roccascalegna nelle più recenti ricerche storiche ed archeologiche. Spazio di confine tra gruppi di popoli Italici, Sanniti(Frentani e Carricini), avamposto militare conteso tra i Longobardi e Bizantini nel V e nel VI secolo. Nel territorio vi sono tracce e segnali di epoche lontane ma la prima struttura completa del castello, di cui restano evidenti elementi a fondare le strutture successive, è del periodo Normanno-Svevo(XI-XII secolo); l’impianto militare tuttora dominante nel complesso risale al periodo Angioino-Aragonese (XV secolo). I luoghi devono essere descritti analiticamente perchè risentono della sovrapposizione delle due strutture principali citate del Castello "Normanno", rettilineo con torri quadrate e feritoie per le armi bianche, e del Castello "Aragonese", con le torri arrotondate e strutture per resistere meglio alle armi da fuoco. Una descrizione del 1323 parla di 4 Torri Nuove e una antica. La stratificazione delle strutture di varie epoche è evidente ed ha un valore anche didattico riguardo l’evoluzione di questo tipo di costruzioni. Sulla base delle tracce, delle strutture edilizie e delle
 

 

 

     

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notizie storiche, la stratificazione rivela una sequenza degli assetti principali del complesso che vengono richiamati nelle descrizioni lungo il percorso di visita. In senso cronologico gli assetti risultano:


- dalle origini alla fase Normanno-Sveva, ossia fino all'XI secolo;
- dagli Svevi agli Angioini,
XII-XIV secolo;
- fase Angioino-Aragonese (Annechinis), 1423-1328;
- epoca dei Corvis, 1601- 1717;
- epoca dei Nanni e dei Croce-Nanni, 17 18-1939;
- epoca dei Croce-Nanni, 1940-1980 (i crolli).
 

@enio


 

 

 

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