L'ANGELO
Un volto delicato e
dolce, soffuso di celestiale serenità, l'Angelo tremolante agita al
vento le esili ali di seta. Sembra appena arrivato dal cielo su un
capriccioso masso, sollecito nel porgere il calice a Cristo
nell'orto degli ulivi. Gesù è oppresso dall'angoscia, si è ritirato
in solitudine, lontano dai discepoli, già prevedendo la prossima
Passione. Il Padre gli manda messaggero di conforto un Angelo, anche
se nel calice che reca in mano vi è solo sofferenza. Con l'Angelo la
rappresentazione della morte di Cristo svolge il primo atto, quello
in cui si recita la solitudine di Gesù e la prossima carcerazione.
La statua si fa ammirare per una sua particolare grazia leggera e
per la cura accorta nel trattamento del panneggio.
LA
SCALA
La scala è
tra gli strumenti essenziali della Passione e non può mancare nelle
rappresentazioni della Crocifissione. Essa simboleggia la faticosa
ascesa di Cristo al Padre attraverso il segno dell'ignominia: la
croce. Con grande essenzialità l'artista ha associato ad essa gli
altri elementi che furono arnesi del dolore: le tenaglie, il
martello, i chiodi oltre al bastone con la spugna intrisa d'aceto e
la lancia con cui Longino aprì una piaga nel costato di Cristo. La
spugna, soprattutto, appare ai fedeli come un'offerta, disgustosa,
ma fonte di un pur minimo sollievo al martirio del Salvatore. Questi
strumenti commuovono i partecipanti che vengono coinvolti
emotivamente nel mistero del Calvario.
Chieti 14 aprile 2004