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PASQUA 2006 A CHIETI 

 



  Le Lance - L'Angelo 

La  Processione  
" Sulle note del Miserere il corteo della processione ha attraversato il centro storico con i simboli della Passione 
e ha commosso la città  "

C'è una figura che accompagna il catafalco, è il valletto. Questi figuranti che stanno ai lati dell'Angelo, sono costituite da persone di moralità ineccepibile, che vagliati da una apposita commissione, vengono ammessi a farne parte. Sono essi, circa venticinque e debbono provvedere ognuno alla propria vestizione e al costo dell'abito indossato, un frack di colore nero, in stile settecentesco. A venti anni di età, questi giovani, debbono lasciare il loro posto ad altri più giovani che li rappresenteranno negli anni a seguire. Sono, loro, una presenza fissa, elegante, silenziosa e durante tutta la processione essi non possono profferire parola con nessuno; sono quindi votati al silenzio. La Processione è soltanto il momento culminante della Passione. In realtà essa viene vissuta intensamente in un arco di tempo più lungo che va dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo. La mattina della Domenica delle Palme, infatti, tutti i confratelli del Sacro Monte e i famigli con i giovani destinati ad indossare l’elegante marsina nera, sono convocati nella Cappella di Santa Maria Succurre Miseris adiacente alla cripta per ricevere gli abiti. E’ un momento di grande esaltazione e affiatamento collettivo. Ogni figurante si mostra consapevole e compreso del ruolo che andrà a recitare il Venerdì Santo. La cappella è illuminata a giorno e rilucono gli stucchi dorati che l’adornano specchiandosi negli stalli del coro.  La congregazione della Madonna del Freddo ha il compito di portare in spalla il < Sasso >. A seguire si vedono poi le < Lance >, simbolo del potere contrapposto alla Passione del Cristo. Da esse pendono altri simboli, come la borsa contenente le monete del tradimento. Subito dopo, segue il catafalco col < Volto Santo> che rappresenta l'immagine del viso di Gesù, l'esatta copia di quella conservata a Manoppello e che quest'anno verrà visitata dal papa Benedetto XVI. Tutti i simboli sono portati a spalla dagli aggregati alla Confraternita. In fondo alla Processione sfila il Clero con l'Arcivescovo Bruno Forti, che benedicente la folla, segue con gli altri prelati in silenzio. Il Clero, nel suo insieme, è ospite nella Processione che è organizzata esclusivamente dalle Confraternite. Le mozzette dei figuranti sono azzurre in questo caso. La Processione del Venerdì Santo di Chieti è una delle più antiche d'Italia e la sua prima rappresentazione risale al 1842, con la ricostruzione della cattedrale, distrutta da Pipino il Breve (801). Nel 1603 viene istituita formalmente la confraternita del Sacro Monte dei Morti, che da sede nella cappella annessa alla cripta nella chiesa cattedrale; essa si assume il compito di curare la processione: vengono portati allora, una morte lignea, uno stendardo nero e il catafalco del Cristo Morto. Il costume della confraternita e' costituito da tonache nere e rocchette dorate. Dal '700 partecipa anche il Coro dei Musici, che accompagna il rito con canti sacri. Nell'Ottocento la processione assume l'aspetto attuale, con la creazione dei gruppi simbolici che ancora vengono esibiti. Fin dal tardo pomeriggio le celebrazioni religiose sono iniziate con una sacra funzione condotta dall'arcivescovo nella chiesa di S. Francesco al Corso. Poi, dalla cattedrale si è avviata la Processione per le vie cittadine illuminate da fiammella su tripodi di ferro. Si sente le sturggenti note del miserere appositamente composto nel 1735 da Francesco Selecchy. Dopo un lungo giro la Processione ha termine con il rientro in cattedrale e il saluto in tre lingue porto dall'Arcivescovo alle migliaia di persone convenute. I simboli vengono riposti nei magazzini per essere riutilizzati il prossimo anno. Solo la Vergine e il Cristo Morto rimarranno all'interno della cattedrale fino al giorno dopo, quando verranno anch'essi smontati e riposti.

Interno della Cattedrale di San Giustino, il giorno dopo

 

I due catafalchi vegliati fino a che non vengono riposti

 

  Chieti 14 aprile 2006


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