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OGGI -
28 luglio - GITA NELL'ENTROTERRA PESCARESE
Nel nostro tour quest'oggi prediligeremo i paesi della
provincia di Pescara. Mamma Gina, Luciano e Donatella mi
accompagneranno, Prima fermata a Moscufo, con visita
alla chiesa di
Santa Maria del Lago. Arriviamo alle 10
esatte davanti alla chiesa e la troviamo chiusa a
chiave, leggendo il cartello descrittivo del luogo si
nota in basso un numero scritto col pennarello, quasi
del tutto sbiadito, provo col cellulare e una voce
dall'altro capo risponde che sarà li in cinque minuti.
Arriva dopo un po una suora a bordo di una "Panda", ci
apre, ci accende le luci, ci dice di visitarla pure con
comodo e ci raccomanda infine di spegnere il tutto prima
di richiudere la porta della chiesa.
Chiesa di
Santa Maria Del Lago
La chiesa
abbaziale di
S.Maria del Lago fu edificata nella metà
del
XII secolo, probabilmente su una preesistente
costruzione di cui rimangono tracce. L'appellativo che
accompagna la dedicazione alla Vergine non si riferisce
alla presenza di un lago, bensì alla parola "locus",
cioè "bosco", corrotto in lacum quando si perse il
significato del termine originario. La chiesa fu
edificata tenendo una tipologia architettonica semplice
ed efficace, ampiamente sperimentata nell'arco del
secolo precedente in ambito cassinese. Dei templi
benedettini ripete infatti l'impianto planimetrico a 3
navate terminanti in altrettanti absidi semicircolari;
in questo caso tuttavia, anziché da pilastri, le navi
sono sono ritmate da due serie di 4 colonne in
laterizio, intersecate da 2 pilastri centrali con
semicolonne addossate, che dividono idealmente la zona
riservata ai fedeli dal presbitero, senza però alterare
l'unità spaziale dell'aula. Le colonne poste a sostegno
di poderose arcate, a tutto sesto, sono sormontate da
pittoreschi capitelli ornati da raffigurazioni
simboliche, vegetali e antropomorfe, ognuno diverso
dall'altro. La raffinatezza degli ornati plastici
permette di ricondurli in parte alla decorazione
scultorea della chiesa abruzzese di
S. Clemente al Vomano, ed in parte, probabilmente, allo stesso autore
dello splendido ambone che si erge nella navata
centrale. Dalla stessa mano ebbero origine i pochi
pregevolissimi capitelli in cui compare la figura umana;
le forme proporzionate e incisive fuoriescono con vigore
dalla pietra e rappresentano un momento di
grandissima
creatività della plastica abruzzese. Nella zona absidale
rimangono lacerti di un ciclo di affreschi, realizzati,
verosimilmente nel secolo successivo alla costruzione
della chiesa. Alla spazialità raccolta e suggestiva
dell'interno, impostati al recupero del repertorio
classico ed alla citazione di stilemi lombardi, che
sottolineano ed esaltano il valore geometrico e lineare
delle forme. Il prospetto posteriore, movimentato dalla
sporgenza emisferica delle absidi è rivestita da una
cortina di mattoni massicci, su cui si sviluppa una
plastica scura ed essenziale, fatte di semicolonnine, di
archetti pensili, di archetti ciechi, di capitellini a
foglia o di lesene angolari piane. Le feritoie delle
absidi minori e la finestra ad arco dell'abside centrale
sono in oltre segnate da cornici decorate da motivi
vegetali e animali fra cui spicca una scena di cani che
inseguono dei cervi.La facciata è qualificata dal bel
portale antico. L'elemento
di maggiore
pregio è rappresentato dall'ambone, realizzato e firmato
nel 1459 da Nicodemo da Guardiagrele, su commissione
dell'abate Rainaldo. L'ambone destinato ad ospitare il
predicatore è addossato al pilastro sinistro della
navata mediana, in travertino, sostenuto da 2 colonne in
calcare raccordate da arcatelle, su cui si sviluppa la
tribuna. Prevalgono in esso, accanto ad un gusto
calligrafico tipico del periodo precedente, riservate
perlopiù alla compagine puramente decorativa. I temi
narrati ( Giona vomitato dalla balena, un Santo, una
sorte di Minotauro, un monaco incensiere e un uomo che
cavalca un mostro e uno che tenta di ucciderlo )resi con
grande saldezza e vigorosa consistenza. Uomini che si
arrampicano nudi, un Angelo (simbolo dell'evangelista
Giovanni) ed altri elementi figurativi ne riempiono ed
arricchiscono la struttura. Sul fianco emerge una
colonnina tortile, sormontata da un ridondante
capitello e sostenuto da un arco accoccolato sullo
stesso lato con la preziosa iscrizione che contiene la
firma dell'autore.
@enio
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