Ferie luglio 2006 - Secondo Tour nella regione Abruzzo 

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OGGI - 28 luglio - GITA  NELL'ENTROTERRA PESCARESE


Nel nostro tour quest'oggi prediligeremo i paesi della provincia di Pescara. Mamma Gina, Luciano e Donatella mi accompagneranno, Prima fermata a Moscufo, con visita alla chiesa di
Santa Maria del Lago. Arriviamo alle 10 esatte davanti alla chiesa e la troviamo chiusa a chiave, leggendo il cartello descrittivo del luogo si nota in basso un numero scritto col pennarello, quasi del tutto sbiadito, provo col cellulare e una voce dall'altro capo risponde che sarà li in cinque minuti. Arriva dopo un po una suora a bordo di una "Panda", ci apre, ci accende le luci, ci dice di visitarla pure con comodo e ci raccomanda infine di spegnere il tutto prima di richiudere la porta della chiesa.

 

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Chiesa di Santa Maria Del Lago

 

La chiesa abbaziale di S.Maria del Lago fu edificata nella metà del XII secolo, probabilmente su una preesistente costruzione di cui rimangono tracce. L'appellativo che accompagna la dedicazione alla Vergine non si riferisce alla presenza di un lago, bensì alla parola "locus", cioè "bosco", corrotto in lacum quando si perse il significato del termine originario. La chiesa fu edificata tenendo una tipologia architettonica semplice ed efficace, ampiamente sperimentata nell'arco del secolo precedente in ambito cassinese. Dei templi benedettini ripete infatti l'impianto planimetrico a 3 navate terminanti in altrettanti absidi semicircolari; in questo caso tuttavia, anziché da pilastri, le navi sono sono ritmate da due serie di 4 colonne in laterizio, intersecate da 2 pilastri centrali con semicolonne addossate, che dividono idealmente la zona riservata ai fedeli dal presbitero, senza però alterare l'unità spaziale dell'aula. Le colonne poste a sostegno di poderose arcate, a tutto sesto, sono sormontate da pittoreschi capitelli ornati da raffigurazioni simboliche, vegetali e antropomorfe, ognuno diverso dall'altro. La raffinatezza degli ornati plastici permette di ricondurli in parte alla decorazione scultorea della chiesa abruzzese di S. Clemente al Vomano, ed in parte, probabilmente, allo stesso autore dello splendido ambone che si erge nella navata centrale. Dalla stessa mano ebbero origine i pochi pregevolissimi capitelli in cui compare la figura umana; le forme proporzionate e incisive fuoriescono con vigore dalla pietra e rappresentano un momento di 

 

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grandissima creatività della plastica abruzzese. Nella zona absidale rimangono lacerti di un ciclo di affreschi, realizzati, verosimilmente nel secolo successivo alla costruzione della chiesa. Alla spazialità raccolta e suggestiva dell'interno, impostati al recupero del repertorio classico ed alla citazione di stilemi lombardi, che sottolineano ed esaltano il valore geometrico e lineare delle forme. Il prospetto posteriore, movimentato dalla sporgenza emisferica delle absidi è rivestita da una cortina di mattoni massicci, su cui si sviluppa una plastica scura ed essenziale, fatte di semicolonnine, di archetti pensili, di archetti ciechi, di capitellini a foglia o di lesene angolari piane. Le feritoie delle absidi minori e la finestra ad arco dell'abside centrale sono in oltre segnate da cornici decorate da motivi vegetali e animali fra cui spicca una scena di cani che inseguono dei cervi.La facciata è qualificata dal bel portale antico. L'elemento

 

 

 

di maggiore pregio è rappresentato dall'ambone, realizzato e firmato nel 1459 da Nicodemo da Guardiagrele, su commissione dell'abate Rainaldo. L'ambone destinato ad ospitare il predicatore è addossato al pilastro sinistro della navata mediana, in travertino, sostenuto da 2 colonne in calcare raccordate da arcatelle, su cui si sviluppa la tribuna. Prevalgono in esso, accanto ad un gusto calligrafico tipico del periodo precedente, riservate perlopiù alla compagine puramente decorativa. I temi narrati ( Giona vomitato dalla balena, un Santo, una sorte di Minotauro, un monaco incensiere e un uomo che cavalca un mostro e uno che tenta di ucciderlo )resi con grande saldezza e vigorosa consistenza. Uomini che si arrampicano nudi, un Angelo (simbolo dell'evangelista Giovanni) ed altri elementi figurativi ne riempiono ed arricchiscono la struttura. Sul fianco emerge una colonnina  tortile, sormontata da un ridondante capitello e sostenuto da un arco accoccolato sullo stesso lato con la preziosa iscrizione che contiene la firma dell'autore.

 

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@enio

 

 

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