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57° PREMIO MICHETTI
Quest'anno sono riuscito a visitare la mostra
appena un giorno dopo l'inaugurazione. Da "Il
cuore di carciofo"
di Agostino Arrivabene alla "Donna
al supermercato"
di Antonio Mangone, dallo smalto su tela al vetro, sono
300 le opere di oltre cento artisti in esposizione al
Premio Michetti nella storica sede di Palazzo San
Domenico a Francavilla. Ieri l'inaugurazione della 57.ma
edizione (aperta fino al 3 settembre dalle ore 18 alle
24, tranne lunedì) al termine della quale una giuria ha
consacrato vincitori ex aequo Maja Kokocinsky Molero per
l'olio su tela "Passi
lontani" -
figlia d'arte, nata a Santiago del Cile nel 1970, dopo
esperienze in tutto il mondo vive e dipinge a Tuscania -
e Nicola Samorì, emiliano non ancora trentenne per
l'olio su rame "Still",
in cui scruta il corpo come vortice di energia vitale.
Sono stati inoltre assegnati: il premio Acquisto
dedicato alla memoria di Don Mario Pennetta ad Alejandro
Kokocinsky per l'opera "L'anima
cerca su in alto",
il premio Pastificio Cocco a Luca Leonelli per "Grande
nudo" e il
premio della Fondazione Michetti a Stefano Di Stasio per
"Un altro
enigma per Edipo".
Tutta da scoprire l'edizione 2006 del Premio Michetti
che nacque nel 1947 per ricordare la figura illustre di
Francesco Paolo Michetti che raccolse intorno a sé
alcune tra le
+
identità più rappresentative del suo tempo, come
d'Annunzio, Tosti, Duse, Scarfoglio e Barbella.
"Intitolata "Laboratorio
Italia"
questa edizione costituisce una delle nostre maggiori
scommesse" confida il presidente Vincenzo Centorame,
raggiante per il prestigio dei giurati coinvolti, i veri
divi della manifestazione, celebrità internazionali come
Arturo Schwartz, storico dell'arte e saggista, Oliviero
Toscani, fotografo di genio,il critico Elmar Zorn e
Antonio D'Argento, segretario generale del premio. Una
sfida importante per il suo porsi in un terreno altro
rispetto alle ormai consuete "partite di giro" e dei
riti abituali dell'arte contemporanea in Italia. Rompe
cioè le convenzioni e le abitudini alle quali siamo
quasi costretti da una grancassa mediatica alla quale
corrisponde una prospettiva sempre più asfittica.
Ma nel cuore del Michetti c'è anche un ospite speciale:
la mostra
13x17
con opere realizzate da artisti di spicco cui si
affiancano nomi meno noti al grande pubblico, nata dalla
protesta della scomparsa del Padiglione Italia dalla
Biennale di Venezia


cliccando sulle immagini si otterranno le stesse
ingrandite
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A
sinistra , l'olio su rame "Still"
di Nicola Samorì
Sopra, l'olio su tela "Passi
lontani"
di Maja Kokocinsky Molero |
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@enio
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