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FARA
SAN MARTINO
Si riparte soddisfatti e ci dirigiamo verso il paese
della Pasta, Fara San Martino. Sono le tredici e ci
fermiamo in una zona pic nic attrezzata e a pagamento (
4 persone 5 Euro ) alle sorgenti del fiume Verde per
consumare il pranzo preparatoci da mamma Gina,
consistente in abbondante insalata di riso, bistecchine
di vitello impanate e fritte, vino Montepulciano
d'Abruzzo e tanta tanta frutta. Fara San Martino, sorge
ai piedi della Majella ed è nota come detto per i suoi
due pastifici, la De CEcco e la Del Verde, ambedue note
in tutto il mondo per l'eccellente qualità della pasta
esportata prevalentemente in America. Fotografie di rito
alla zona della sorgente di quest'acqua purissima che
viene prelevata dai due pastifici per gli impasti con la
farina ricavata dai loro mulini per produrre le diverse
qualità di pasta. In oltre il fiume è in grado di
generare, tramite apposita centrale, la corrente
elettrica necessaria al movimento dei costosissimi
macchinari. La visita agli stabilimenti è consentita su
prenotazione e per gruppi di almeno venti persone.
BOMBA
La passeggiata
continua, sulla sinistra dalla strada a percorrenza
veloce, è visibile la città di Bomba, adagiata sulle
pendici occidentali del monte Pallano, alla destra della
valle del fiume Sangro che qui è sbarrato da una diga in
argilla battuta che forma il lago di Bomba che si
estende per sette chilometri fino a Pietraferrazzana. La
notevole valenza ambientale del sito e le tradizionali
caratteristiche attirano parecchi visitatori. Noi ci
fermiamo un attimo ai bordi del lago per fotografarlo.
Roccascalegna
Appena pochi
minuti e ci rimettiamo in cammino verso la
nostra meta principale il castello di Roccascalegna.Il
centro di Roccascalegna è dominato dalla possente mole
del castello (vedi l'approfondimento), che sorge su uno
sperone roccioso alle pendici della Majella, che domina
la Valle del Rio Secco, affluente del fiume Aventino.
L'antico abitato si distende, a partire dalla chiesa di
San Pietro, di fondazione duecentesca, sul versante
meridionale del castello. L'agglomerato urbano moderno
si è sviluppato a valle del borgo più antico, difatti
ormai disabitatato e strutturato condizionati dalla
morfologia del sito: via Vazoli, a ridosso della roccia
su cui si fonda il castello, e via Codacchie, sul
livello sottostante. L'antico borgo di un tempo era
fortificato, cinto di mura e caratterizzato da due
porte: Porte della Terra e Porta del Forno di cui
restano alcune traqcce. Nei pressi del municipio sorge
la chiesa cinquecentesca dei Santi Cosma e Damiano. La
visita al castello è a pagamento e il costo del
biglietto è di 3 Euro a persona. Io mamma e Luciano ci
inerpichiamo sulla strada in salita, scavata nella
roccia attaccandoci ad un corrimano arroventato dal sole
di luglio, che ci conduce alla prima porta della cinta
murraria del castello. C'è in questi giorni una mostra
sul "vampiro" Dracula che ci consigliano di vedere più
una sala con gli strumenti di tortura dell'epoca. Il
mastio, sito nel punto più alto dello sperone roccioso è
chiuso e pertanto è invisitabile. Finita la visita al
castello ci dirigiamo velocemente verso la costa
Adriatica per fermarci a
San Vito Chietino
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