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OGGI -
21 luglio - GITA NELL'ENTROTERRA CHIETINO
Sono da poco passate le nove e noi partiamo per la
nostra gita conoscitiva dei paesetti nella provincia di
Chieti. Prima tappa
Roccamontepiano. La visita, come
ogni anno è organizzata da Luciano, ormai per noi che ci
fidiamo dei suoi gusti è diventata una bella abitudine.
Come detto si va a visitare i luoghi
caratteristici dell'entroterra Chietino, partandoci
dapprima verso la Majella per poi ritornare al
punto di partenza ripassando dal mare adriatico. Dopo
circa una oretta eccoci alla Rocca, paese costituito da
numerosi casali sparsi sulle pendici del Monte Piano.
L'attuale borgo sorgeva più in alto dell'attuale centro
abitato, distrutto da una frana nel 1765. Ben altra
atmosfera si respirerà il 15 di agosto in occasione
delle celebrazioni festive in onore del santo protettore
del borgo, San Rocco, quando torneranno dai paesi più
lontani gli emigranti di un tempo, partiti da qui per
andare a cercar fortuna all'estero. Allora ci sarà
gente, la banda, le bancarelle, fuochi d'artificio, la
processione delle conche e canti da non poter camminare
tra la gente che ogni anno accorre qui numerosissima a
cercare grazie per eventuali guarigioni da malanni vari,
bagnando gli arti nell'acqua che sgorga dalla grotta
sotterranea del Santo. Anche noi quest'anno, in netto
anticipo, siamo scesi dentro la grotta, dove davanti
alla statua del Santo, sgorga un'acqua pura e
cristallina con la quale io mi sono asperso il collo e
le ginocchia, per la mia artrosi e il petto sede
dell'ultima operazione subita al cuore. La sosta è
brevissima e per i particolari rimando alle pagine
scritte negli anni passati sulla festa e per vedere le
numerosissime fotografie scattate qui.
PRETORO
Si riparte
subito dopo, destinazione
Pretoro, un caratteristico
borgo, la cui notorietà fuori regione è legata al
fiorente artigianato del legno. La cittadina è
arrampicata su un colle alle pendici della Majella e
conserva ancora i caratteri dell'antico centro di
impronta medievale. Vale la pena di fare uno sforzo per
arrampicarsi sin quassù, sia adesso che nel periodo
delle sagre paesane dove tutto il borgo viene
trasformato dai suoi abitanti in un immenso ristorante
all'aperto dove è possibile mangiare di tutto. Arrivati
quassù si va in visita alla chiesa di San Andrea e si
scattano le foto di rito più si ammira un bellissimo
paesaggio. Il paese è in silenzio in luglio, poche
persone lo abitano, è diventato un borgo di seconde
case, dove la vita si ripopola solo in determinati
periodi, in agosto per le sagre e in inverno per farne
un punto di partenza per recarsi nei luoghi sacri dello
sci abruzzese. Da vedere in oltre c'è la Pietà (
secolo XVI
)conservata nella chiesa di San Nicola. Nella prima
domenica di maggio, mi dice una signora incontrata nelle
viuzze strette e scoscese del borgo, si tiene una
processione guidata dalla statua di San Domenico Abate,
preceduta da una festa dei serpari, analoga a quella di
Cocullo, e conclusa con la rappresentazione del miracolo
di San Domenico che salva un bambino rapito da un lupo.
Riprendendo il
nostro girovagare si arriva alla cittadina di
Pennapiedimonte, un caratteristico borgo sito nel parco
della Majella, posto su un rilievo con panoramico
belvedere sulla valle dell'Avello e inserito nella
Riserva Naturale Orientata Feudo Ugni. A Pennapiedimonte,
all'imbocco dell'impervio vallone delle Tre Grotte, è da
vedere nella settecentesca chiesa parrocchiale in pietra
locale, la notevole serie di tele di Nicola Ranieri
(1749-1850). Noi ci siamo limitati a visitare la chiesa
di Santa Maria. La giornata è bella, il sole è alto e
noi riprendiamo il nostro itinerario che ci porta nei
pressi del famoso "BALZOLO", un monumento di roccia
posto in un punto difficilmente accesibile se non con un
adeguato paio di scarpe e attraverso uno scosceso
sentiero tracciato sulla roccia viva. Mi sono fatto il
faticoso tragitto e coadiuvato da mio fratello ho
scattato sotto di esso le fotografie di rito. Si narra
che la dea Maja, figlia di Atlante, arrivò in questo
luogo portandosi in braccio il suo figliolo, ferito a
morte, e assistendo alla sua morte in questo luogo
anchessa, oppressa dal dolore, ne seguì la stessa sorte.
Fu sepolta su questa montagna, che da allora prese il
suo nome. Si narra che nelle giornate ventose
attraverso questo simulacro di roccia, il vento ulula un
lamento che ricorda le grida di dolore della dea per la
morte del figlio.
CASOLI
Qui vicino c'è
la cittadina di Casoli, suggestivo borgo che si adagia
su un colle in posizione dominante sulla valle
dell'Aventino, inserito in un suggestivo scenario
naturale. Il nucleo insediativo originario, inerpicato
sulla collina e sovrastato dalla mole del catello
ducale, presenta la caratteristica configurazione ad
avvolgimento, tipica del borgo fortificato e in perfetto
adattamento alla morfologia del sito. L'andamento del
recinto delle mura è intuibile dalle tracce di torri di
cinta e il tessuto urbano è ancora qualificato da
manufatti di notevole valore architettonico e storico.
Tra tutti emerge il castello, ancora caratterizzato
dalla imponente torre. Il complesso fortificato,
recentemente oggetto di importanti lavori di restauro,
si trova al centro dell'impianto urbano e ne costituisce
l'emergenza più significativa caratterizzandone il
profilo. Noi non siamo entrati nel castello in quanto
l'orario di apertura del medesimo non coincideva con la
nostra tabella di marcia. Il nucleo originario di detto
castello coincide con l'altro puntone pentagonale
attualmente inclusa fra l'abside della chiesa di Santa
Maria Maggiore e il castello di cui sorveglia
l'ingresso. Noi naturalmente non ci lasciamo sfuggire la
visita a questa che è considerata uno dei più bei
edifici sacri. La parrocchiale di Santa Maria Maggiore
si erge sul portico "Arco
del Purgatorio",
antico accesso al castello, e sull'omonima cappella
destinata a cimitero. Fu edificata nel 1455 dai principi
Orsini, ampliata nella seconda metà del '700 e
trasformata a tre navate. Nella seconda metà del
XIX secolo
iniziarono i lavori che le conferiscono l'attuale
compagine neoclassica e nel 1868 furono aggiunti il
coro, una statua lignea di San Giuseppe e numerosi
arredi e argenti di scuola napoletana. Nel campanile e
nei muri esterni vi sono incastonati pezzi erratici di
pietra scolpita.
@enio
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