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San Vito Chietino
Il borgo è detto anche "paese
delle ginestre" ed è
adagiato su un crinale proteso verso il mare Adriatico,
tra il torrente Feltrino e il Rio Fontana. Il paese, il

San
Vito Chietino
- Chiesa di SS.
Immacolata Concezione
cui nucleo
primitivo è ancora ben riconoscibile, è qualificato da
emergenze di un certo interesse, prima fra tutte, la
bellissima chiesa della
SS. Immacolata
Concezione,
a tre navate, edificata nelle prima metà dell'Ottocento
e restaurata nel primo decennio del Novecento. L'altra
chiesa gentilizia di
San Francesco di
Paola,
all'estremità meridionale della città e del corso Trento
e Trieste; da vedere in oltre gli interessanti esempi di
architettura civile realizzati tra Ottocento e
Novecento. Tra le manifestazioni popolari è da vedere la
Processione a mare, l'ultima domenica di luglio, in
onore della Madonna. In un sito dallo straordinario
valore paesaggistico sorge l'eremo dannunziano a San
Vito, casa rurale affacciata su una piccola baia dove
d'Annunzio ambientò il suo "Trionfo della morte" e dove
trascorse un breve soggiorno nell'estate del 1899 con
Barbara Leoni. Presso l'eremo una lapide ricorda tale
avvenimento. Di particolare
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suggestione è la
vista panoramica sulla costa, come documentato dalle foto sopra, che in
questo tratto è caratterizzato da alcuni splendidi "trabocchi". A
sinistra di chi guarda, si scorge lo straordinario promontorio di Capo
Turchino, nei cui pressi è ancora visibile il "trabocco di Turchino", la
grande macchina pescatoria, mirabilmente descritta nell'opera
dannunziana. Dopo aver sostato in questo luogo incantato e aver scattato
fotografie, ce ne siamo ritornati a Chieti.
@enio
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